Lanterna elettrica

La lanterna elettrica da proiezione è una diretta discendente della lanterna magica, strumento per proiettare su una superficie immagini dipinte o fotografie, fisse o a movimento manuale, in modo da consentirne la visione a più persone contemporaneamente. Le parti fondamentali della lanterna sono costituite da una fonte luminosa, un condensatore di luce e un obiettivo, più o meno complesso. La lanterna in possesso del Liceo è pervenuta completa di ottiche. Probabilmente si tratta di una lanterna ad arco modificata, come si evince dalla presenza della canna fumaria. La lanterna è corredata da passavedute e diapositive come da inventario. I passavedute venivano utilizzati per posizionare i vetri da proiezione della lanterna in occasione di uno spettacolo, di una conferenza o di una lezione. Esisteva anche la versione singola ma il passavedute doppio fu generalmente preferito perché consentiva la sostituzione dell’immagine senza interrompere la sequenza. A corredo della lanterna vi è una collezione di circa 800 incisioni su vetro con tutta la Divina Commedia di Gustave Dorè e lastre di Storia dell’arte di Alinari e Morelli.


Approfondimento

La più antica descrizione di una lanterna magica risale al 1646, quando il padre gesuita Athanasius Kircher la incluse nel libro Ars Magna Lucis et Umbrae che la definisce anche “lucerna magica seu thaumaturga”.
Probabilmente però a quell'epoca lo strumento doveva essere già noto alle corti europee, importato forse dalla Cina tramite la mediazione degli arabi.
La diffusione della lanterna magica fu rapida ed ebbe due principali applicazioni: una didattica e una fantastica, di intrattenimento. Nel primo caso si poteva istruire mostrando luoghi, monumenti, oggetti, piante, animali che nessuno aveva mai visto, con un effetto molto più suggestivo della stampa; nell'altro caso si potevano proiettare immagini fantastiche, sia come sussidio alle conferenze e prediche religiose (si pensi alla serie di punizioni dei dannati tra le fiamme e alla felicità dei beati in paradiso quale supporto alla spiegazione dei versetti sul giudizio universale). I due scopi potevano anche essere strettamente collegati, per potenziare l'insegnamento sviluppando l'immaginazione.

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