Leptolepis sprattiformis

Leptolepis rappresenta un genere di pesci, vissuti nel Giurassico, rinvenuti in vari giacimenti di Africa, Europa, Asia, Australia, Sudamerica e Nordamerica.
Rappresentano il primo esempio vero e proprio di teleostei evoluti. Rispetto agli antenati il genere presentava importanti innovazioni morfologiche: lo scheletro era completamente ossificato e il corpo era ricoperto da squame cicloidi sottili e embricate, generalmente provviste di un leggero strato di ganoina, arrotondate e prive di smalto. che consentiva ai pesci di nuotare meglio a causa della maggiore idrodinamicità e leggerezza; la flessibilità della colonna vertebrale totalmente ossificata permetteva un movimento veloce, tipico di gran parte dei successivi pesci ossei.
Al genere Leptolepis per lungo tempo furono ascritti numerosi fossili di pesci teleostei di piccole dimensioni del Giurassico e del Cretaceo; successivamente classificati in diversi generi.
La specie Leptolepides sprattiformis, vissuta nel Giurassico superiore, è di piccole dimensioni; caratterizzata da una lunghezza non superiore a 7-8 cm, simili a quelle di una sardina o di uno spratto, da cui il nome specifico. Le pinne pari erano di dimensioni medie, quella dorsale piuttosto arretrata, quella caudale profondamente biforcuta.
La specie Leptolepides sprattiformis è la più comune specie di pesci ritrovata nei giacimenti fossiliferi di Solnhofen e Eichstaett in Germania e Cerin in Francia; si rinviene spesso in grandi quantità in singole lastre e ciò suggerisce che questi animali avessero comportamenti gregari; probabilmente vivevano in acque superficiali e si nutrivano di plancton.

Curiosità:
Leptolepis, ovvero "scaglia bella" o "scaglia delicata" dal greco composto di λεπτός «sottile» e λεπίς -ίδος «squama»