Orbettino

L’orbettino è un rettile dall’aspetto serpentiforme; erroneamente considerato un serpente in realtà è una lucertola che nel corso dell'evoluzione ha perso le zampe. Ha corpo cilindrico, rivestito di squame; ha testa appuntita con due occhi piccoli e vivaci, le narici laterali e il foro auditivo nascosto sotto le squame; la lunghezza media è di 20-30 cm. L’Orbettino è in grado di compiere l’autotomia, cioè di perdere parte della coda quando viene aggredito per sfuggire al predatore e di rigenerarla, cosa che i serpenti non sono in grado di fare. Negli esemplari adulti, la colorazione delle parti superiori è molto varia, va dal grigio al marrone e al ramato, con riflessi metallici o madreperlacei. Le femmine e i maschi differiscono tra loro per la colorazione delle parti ventrali: le femmine hanno ventre prevalentemente nero, spesso con 1-4 strie scure longitudinali; nei maschi sono assenti le strie longitudinali e il ventre si presenta grigio-bianco talvolta macchiettato di nero o grigio.
L’orbettino è diffuso in Europa e in Asia occidentale. In Italia è diffuso soprattutto nelle aree continentali e nella porzione settentrionale degli Appennini, mentre la sua presenza è più rara e localizzata nelle regioni meridionali. È un animale capace di adattarsi a diversi ambienti, come boschi, giardini incolti, prati, aree coltivate; mostra però una certa preferenza per gli ambienti freschi e umidi, come le rive dei fiumi; si nutre soprattutto di anellidi, molluschi gasteropodi e artropodi, soprattutto quelli legati alla lettiera e al sottobosco; occasionalmente divora anche giovani serpenti, piccole lucertole e anfibi.
Durante il letargo, compreso per lo più fra la metà dell’autunno e la fine dell’inverno, si rifugia in cavità sotterranee o in tane di mammiferi abbandonate, sotto grosse pietre o cataste di legna e lettiera.
L’orbettino è una specie ovovivipara, le uova sono incubate e si schiudono nell’ovidotto materno, così che i piccoli sono partoriti già completamente formati.
Sono presenti due reperti di questo rettile, uno tassidermizzato e uno in liquido.
Curiosità: Il nome orbettino, diminutivo di orbo (=cieco), trae origine da antiche credenze e leggende, secondo le quali appunto questo rettile sarebbe stato velenosissimo e cieco.

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