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Occhio Steger

Il modello in foto mostra nel dettaglio la struttura di un occhio umano. Si trova nella parte anteriore della cavità orbitaria del cranio. Il bulbo oculare è composto da tre tuniche concentriche: fibrosa esterna (sclera e cornea); vascolare (coroide, corpo ciliare, iride); interna (retina). La retina è formata da cinque tipi di cellule disposte in strati. Le più numerose sono i fotorecettori, bastoncelli (luce) e coni (colori). Essi sono in sinapsi con cellule orizzontali e cellule bipolari, le quali si collegano alle cellule gangliari, i cui prolungamenti formano il nervo ottico. I nervi ottici convergono nel lato opposto dell’encefalo in una struttura chiamata chiasma. Il bulbo cattura la luce esterna; in base alla sua intensità la pupilla si restringe o si dilata, grazie all’azione dell’iride. Un ruolo fondamentale è svolto dal cristallino, una lente che riproduce l’immagine sulla retina, che nel nostro modello è la parte più scura, racchiusa dalla sclera. L’immagine proiettata viene capovolta, e arriva così al nervo ottico, situato nella parte posteriore del bulbo. Dal nervo ottico raggiunge infine il cervello, che, elaborandola, la capovolge.
Una delle cose più interessanti del modello è la replica del corpo vitreo, rappresentato con una sfera in vetro. Nella realtà, esso è composto dal 99% di H₂O, da fasci incrociati di fibrille di collagene e da acido ialuronico; è essenziale, tra le altre cose, per il sostegno e la protezione del bulbo, e per la tenuta in situ della retina.
L’occhio è protetto anteriormente dalle palpebre, pieghe muscolo-cutanee rivestite da una membrana sottile, la congiuntiva. Sono provviste di ciglia e di ghiandole e comunicano con il canale lacrimale.

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