Museopedia

Lanterna da proiezione

La lanterna da proiezione è una diretta discendente della lanterna magica, strumento per proiettare su una superficie immagini dipinte o fotografiche, fisse o a movimento manuale, in modo da consentirne la visione a più persone contemporaneamente. Le parti fondamentali della lanterna sono costituite da una fonte luminosa, un condensatore di luce e un obiettivo, più o meno complesso. 
Essa consiste di una cassa di metallo entro cui è collocata una lampada nel fuoco di uno specchio concavo. I raggi riflessi dallo specchio, sono ricevuti da una lente convergente, chiamata condensatore, che li concentra. La cassa della lanterna poggia su quattro colonnine di ottone. Nella parte alta della scatola c’è la canna fumaria ed internamente ad essa c’è la lampada ad arco voltaico, necessaria per fornire una luce molto intensa, nonché una sorgente di luce bianca a spettro solare. Essa è regolabile autonomamente da un variatore manuale che consente l’avvicinamento dei carboni. L’utilità della lente condensatrice è duplice, infatti serve anche a proteggere le lastre dipinte dal forte calore della lampada. La lanterna può dimostrare sullo schermo, grazie ad una serie di accessori, fenomeni di riflessione, rifrazione, spettro e ricomposizione della luce. 


Approfondimento

La lanterna magica in questione è un modello della ditta Duboscq & Pellin, di Parigi, casa costruttrice molto famosa nell’800 descritta nei testi scientifici più diffusi. Jules Duboscq perfezionò le lanterne per proiezioni scientifiche e mise in vendita la “lanterna fotogenica”, come la chiamò lui, nel 1850 ed ebbe un immediato successo come proiettore. Come si evince dalla tavola in appendice al testo di Jamin “Piccolo trattato di Fisica” presente nella nostra biblioteca, la lanterna non era sempre utilizzata come proiettore, bensì come sorgente luminosa a cui facevano seguito, su un banco ottico, tutti gli elementi per riprodurre esperimenti di ottica. E’ lecito supporre quindi che il prof. Ciccone, Direttore del Gabinetto di Fisica del R. Liceo, avesse fatto acquistare la lanterna priva di tutti gli elementi ottici, utilizzandoli separatamente su un banco ottico realizzato da lui stesso. Infatti nell’ inventario di fine ottocento presentato all’Expo universale di Parigi, a cui la scuola partecipò, sono presenti : una lente piano-convessa con sostegno ad alzare in ottone, con il porta-lente che si adatta alle dimensioni della lente condensatrice della lanterna, una lente divergente simile, due prismi a base triangolare su supporto identico, una fessura rettilinea regolabile, sempre su supporto analogo, un poliprisma. Tutti i pezzi suddetti sono stati restaurati, inclusa la lampada ad arco.