Museopedia

Lanterna grande

La lanterna è costituita da una cassetta in legno con portelle apribili su due lati per l'ispezione interna, su una delle porte è presente il foro stenopeico chiudibile mediante levetta. 

In una terza parete è presente un foro circolare per osservare l’interno della scatola; la faccia superiore è a tronco di piramide.

L'attuale stato di conservazione dell'oggetto non consente di stabilire con certezza la sua originaria destinazione, forse l’ipotesi  più probabile è che sia il risultato di più impieghi e adattamenti successivi che ne hanno reso molto difficile l'attuale identificazione d’uso.

Essa può essere utilizzata come camera oscura in cui tutti gli oggetti esterni bene illuminati si proiettano internamente capovolti e ridotti di dimensione; analogamente un oggetto interno alla lanterna, bene illuminato, è proiettato esternamente, sempre capovolto. Ciò a dimostrazione del fatto che, in determinate circostanze, la propagazione della luce è rettilinea.

Un fascio luminoso che penetra in una camera oscura attraverso una piccola apertura detta foro stenopeico, si proietta capovolto su uno schermo posto sulla parete opposta. Se nell’apertura della camera oscura si fissa una lente convergente e lo schermo si mette nel fuoco della lente, l’immagine risultante è più nitida.

Approfondimento

GianBattista della Porta, fisico napoletano del ‘500, nel “Magiae naturalis” del 1558 descrive il fenomeno della “camera obscura”. Un fascio luminoso che penetra in una camera oscura attraverso una piccola apertura detta foro stenopeico, si proietta capovolto su uno schermo posto sulla parete opposta. Se nell’apertura della camera oscura si fissa una lente convergente e lo schermo si mette nel fuoco della lente, l’immagine risultante è più nitida.