Museopedia

Macchina pneumatica

Tale macchina è un apparato che serve per rarefare l’aria sotto una campana di vetro. Venne introdotta da Otto Von Guéricke nel 1650. La macchina è composta da una grossa piattaforma di ottone montata su un tavolo di noce. Ad essa sono uniti due cilindri di cristallo su cui agiscono due stantuffi di cuoio. All’altra estremità della macchina si trova  un piatto di ottone  al cui centro vi è  un attacco a vite e sul quale è poggiata una campana in vetro. Azionando la manovella uno dei due stantuffi, con un moto ascensionale, preleva l’aria dall’interno del recipiente, per vuoto di pressione creatosi al suo interno;  l’aria viene espulsa attraverso una valvola di scarico. Ad ogni abbassamento di uno stantuffo corrisponde una salita dell’altro, così, quando l’uno espelle l’aria, l’altro la preleva dal recipiente aumentando l’efficienza della macchina.


Approfondimento

Otto von Guericke  Magdeburgo, 20 novembre 1602 – Amburgo, 21 maggio 1686) è stato un politico, giurista e fisico tedesco, oggi è ricordato per gli studi che riguardano le proprietà dell'aria e del vuoto. Divenne celebre per l'invenzione, nel 1650, della prima pompa pneumatica per la creazione del vuoto e per il famoso esperimento degli emisferi di Magdeburgo.
Le ricerche di Otto von Guericke permettono di annoverarlo tra coloro che demolirono la teoria dell'horror vacui, secondo la quale la natura aborrisce il vuoto. Non limitandosi a produrre il vuoto, ne investigò le proprietà, dimostrando che la luce si propaga attraverso uno spazio vuoto, a differenza del suono.
inoltre costruì nel 1672 la prima macchina in grado di separare carica elettrica, in altre parole il primo generatore elettrostatico, basato sulla separazione di carica ottenuta per sfregamento di una sfera di zolfo. Grazie ad essa osservò per primo la luminescenza indotta dall'elettricità statica e la mutua repulsione delle cariche dello stesso segno (fino ad allora l'unica osservazione comunemente nota riguardava l'attrazione delle cariche di segno opposto).
Si occupò anche di astronomia, dove fu tra i primi che ritennero possibile la predizione del ritorno delle comete.