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Piperno

Piperno

Il piperno è una roccia eruttiva effusiva. È un tufo trachitico, di composizione intermedia e chimismo alcalino. È ricco di sanidino e minerali femici. È un tufo vulcanico complesso che si presenta con una matrice prevalente di colore grigio più chiaro costituita da ceneri vulcaniche saldate, in sostanza una trachite alcalina, contenente brandelli lavici visibili come masse lenticolari schiacciate color grigio scuro o quasi nere dette “fiamme” (da cui il termine “piperno fiammato” o “lanceolato”), orientate tutte in una stessa direzione (quella orizzontale del letto di cava).
Per quanto riguarda l’ambiente geotettonico, i depositi delle facies più prossime alla zona di emissione dell’Ignimbrite Campana, osservabili in pochi affioramenti della caldera flegrea, sono rappresentati da una complessa sequenza stratigrafica, la Breccia Museo, costituita principalmente da brecce litiche grossolane ed orizzonti saldati, uno dei più caratteristici della sequenza è rappresentato dal Piperno. Questo è stato prelevato come materiale da costruzione dagli affioramenti posti nel settore orientale dei Campi Flegrei e di Napoli.
Le cave di piperno, sotterranee, sono situate a Pianura e a Soccavo, ma attualmente sono esaurite. Il livello di piperno, con la sovrastante Breccia Museo è ben visibile alla base della collina dei Camaldoli, nella zona di Soccavo, in località Verdolino.

Crosta alabastrina

Crosta alabastrina

l’alabastro è una roccia sedimentaria.
Ha origine dall’ evaporazione di acque ricche di carbonato di calcio (alabastro calcareo) o di solfato di calcio idrato (alabastro gessoso). La formazione dell’alabastro è avvenuta nel Quaternario quando enormi masse d’acqua, frutto dell’evaporazione degli oceani, furono immobilizzate al di sopra delle terre emerse sotto forma di neve e ghiaccio determinando un abbassamento dei mari e di conseguenza l’emersione di fondali. Nell’ultimo dei periodi glaciali che caratterizzarono il Quaternario ci fu diffusione di insediamenti umani con testimonianze in diversi siti archeologici (es: grotte del Poggio, della Serratura e delle Noglie) che testimoniano che alcune grotte ad oggi sommerse erano le loro dimore. Esse si formarono in un ambiente esclusivamente sub aereo in quanto il processo di dissoluzione della roccia può avvenire esclusivamente in presenza di aria, cosi come tutte le concrezioni calcaree che abbelliscono le grotte. L’esistenza di grandi colonne di alabastro al di sotto della superficie del mare è spiegabile conoscendo la storia geologica di queste grotte.
l’alabastro si può trovare in Egitto, dove sin dagli Antichi Romani si estraeva abbondantemente per scopi decorativi, Spagna, Volterra, che divenne la patria dell’alabastro conservando ancora oggi le famose cave etrusche di Ulignano e Gesseri. In Italia le cave più importanti sono quella sotterranea di Castellina Marittima e quella a cielo aperto a Volterra.

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